Spero tanto che le facciano, le Olimpiadi

Questo pazzo 2020 sembra essere diventato un grande torneo in cui vince chi fa meno contagi o morti da Coronavirus. Il rischio è di perdere di vista altre cose ugualmente importanti, come l'Economia, questa entità che a nominarla sa tanto di "corporation", "Amazon" e "poteri forti", come se i singoli non ne fossero coinvolti. Ma non è di questo che voglio parlare.

In questa situazione il Giappone si è comportato con ammirevole aplomb e soprattutto senza farsi prendere dalla partigianeria e dal tifo da stadio. "Mascherina sì! Mascherina no! Runners untori!" Tutto ciò non è successo e la vita è proseguita con relativa serenità, specialmente una volta spenta la televisione, sanitizzato il feed di Facebook e chiuso Reddit. L'allarmismo di certa gente cozza con la realtà quotidiana, una realtà dove la gente ancora va in giro, i salarymen ancora lavorano e i treni sono ancora pieni. Pieni, ma non come un tempo: un vantaggio del coronavirus è stata l'introduzione su larga scala del telelavoro, per chi può permetterselo.

Molti dubitano che le Olimpiadi l'anno prossimo avranno effettivamente luogo. Io lo spero tanto invece e non della serie "Non si faranno, ma spero di sbagliarmi", io spero proprio che si faranno, dal profondo del cuore!

Non è solo una questione di soldi. Infatti ho una paura: stiamo assistendo a prove generali di sakoku, nelle quali l'ingresso dei non cittadini, residenti o meno, è ormai vietato. E' la legittima decisione di uno Stato sovrano, ma personalmente non promette bene. L'insularità di questo Paese, non solo geografica, ma anche culturale, è ben nota, non è mai scomparsa e non ne serve altra. Già prima dell'epidemia i segnali di apertura erano deboli, ma potevamo sperare nel cavallo di Troia del turismo e nel pur goffo "Cool Japan". 

Le Olimpiadi potrebbero essere un'occasione per riportare il Mondo in Giappone e il Giappone al Mondo. Coronavirus e niente Olimpiadi vorrebbero dire una crisi economica dalla quale probabilmente si uscirebbe anche abbastanza presto (devo dire che ho abbastanza fiducia in un popolo rialzatosi dopo due bombe atomiche in testa). Ma in questa maniera il Giappone potrebbe iniziare a pensare che dopotutto chi ha bisogno del resto del mondo? Addio sogni proibiti di doppia cittadinanza, buonanotte convenzione di La Hague, benvenuti gaijini o haafu da mettere in bacheca.

Non mi sembra un Giappone nel quale mi piacerebbe vivere.

Le Olimpiadi sarebbero invece un toccasana per restituire il Giappone alla comunità internazionale e spingere i giapponesi a chiudere questo capitolo coronavirus, in modo che un giorno si possa ricordare "quella volta in cui avevamo chiuso le frontiere" come un concluso e archiviato paragrafo della Storia, verso cose più grandi.