Com'è bello stare a casa eh
La gente "scopre" improvvisamente com'è bello stare a casa, specie d'inverno.
Tutti si affannano col loro bel hashtag a dirci che adesso finalmente hanno tempo di leggere un libro. Curiosamente, i libri esistevano anche prima e non è che fosse vietato passare la domenica senza uscire prima del coronavirus. Tuttavia io che ho sempre amato farlo venivo etichettato come misantropo, io che non avevo bisogno di affannarmi da una parte o dall'altra per godermi la vita, ma avevo il mio piccolo mondo (antico) nella comodità della mia camera, anche prima di internet.
I miei libri, l'Amiga 500, i fumetti, persino lo studio.
La mia predisposizione alla solitudine è stata forse una caratteristica che mi ha permesso di sopravvivere lontano da amici e famiglia quando sono emigrato. Adesso tutti ci tengono a farci sapere quanto stanno bene a casa, con un clamore così forzato da tradire la loro frustrazione.
Mi sembra la scena di 40 giorni e 40 notti dove il protagonista confessa al fratello prete quanto è bello non farsi le seghe e non trombare e quest'ultimo replica sorridente: "Cominci a sentire l'astinenza eh?"
Al contrario uscire, anche per farsi una corsa (altra mia passione), è diventato un crimine punibile con la pubblica gogna, nonostante non sia espressamente vietato dal decreto.
Invece fare un po' di jogging o una passeggiata, miei cari pantofolai improvvisati, sarebbe proprio utile per combattere la depressione e prendere un po' di Sole, che di sicuro non fanno male al sistema immunitario.
Spero proprio per voi che l'emergenza passi nelle tempistiche previste inizialmente, perché se tanto tanto il governo decide di allungare l'effetto del decreto, inizieremo a vedere sclerare le prime persone.
Infine un applauso a quelli che si lamentano di dover andare a lavorare: invece di essere contenti di avere una vita ancora attiva, un modo per passare il tempo e una possibilità di impiego, si lamentano. Invece di essere non dico orgogliosi, ma almeno consapevoli che si sta contribuendo a tirare avanti il Paese in un momento difficile, vorrebbero restare a casa a non fare un cazzo.
Come mai non sono stupito?
Tutti si affannano col loro bel hashtag a dirci che adesso finalmente hanno tempo di leggere un libro. Curiosamente, i libri esistevano anche prima e non è che fosse vietato passare la domenica senza uscire prima del coronavirus. Tuttavia io che ho sempre amato farlo venivo etichettato come misantropo, io che non avevo bisogno di affannarmi da una parte o dall'altra per godermi la vita, ma avevo il mio piccolo mondo (antico) nella comodità della mia camera, anche prima di internet.
I miei libri, l'Amiga 500, i fumetti, persino lo studio.
La mia predisposizione alla solitudine è stata forse una caratteristica che mi ha permesso di sopravvivere lontano da amici e famiglia quando sono emigrato. Adesso tutti ci tengono a farci sapere quanto stanno bene a casa, con un clamore così forzato da tradire la loro frustrazione.
Mi sembra la scena di 40 giorni e 40 notti dove il protagonista confessa al fratello prete quanto è bello non farsi le seghe e non trombare e quest'ultimo replica sorridente: "Cominci a sentire l'astinenza eh?"
Al contrario uscire, anche per farsi una corsa (altra mia passione), è diventato un crimine punibile con la pubblica gogna, nonostante non sia espressamente vietato dal decreto.
Invece fare un po' di jogging o una passeggiata, miei cari pantofolai improvvisati, sarebbe proprio utile per combattere la depressione e prendere un po' di Sole, che di sicuro non fanno male al sistema immunitario.
Spero proprio per voi che l'emergenza passi nelle tempistiche previste inizialmente, perché se tanto tanto il governo decide di allungare l'effetto del decreto, inizieremo a vedere sclerare le prime persone.
Infine un applauso a quelli che si lamentano di dover andare a lavorare: invece di essere contenti di avere una vita ancora attiva, un modo per passare il tempo e una possibilità di impiego, si lamentano. Invece di essere non dico orgogliosi, ma almeno consapevoli che si sta contribuendo a tirare avanti il Paese in un momento difficile, vorrebbero restare a casa a non fare un cazzo.
Come mai non sono stupito?