The Gods of Pegana


Finalmente ho finito di leggere questo (invero abbastanza breve) libro dell'immenso Lord Dunsany.

Sicuramente un'opera storica, molto immaginativa e (come sempre quando si parla di Lord Dunsany) un po' discosta dall'immagine del fantasy stile "Signore degli Anelli". Del resto risale al 1905, quando Tolkien era ancora un giovincello di 13 anni.

Alcune trovate, la ribellione dei tre dèi fluviali o la descrizione dell'apocalisse, hanno molto fascino ancora oggi, in altre parti l'opera suona un po' "esotica", con toni mitologici, allegorie, simbolismi. Non c'è ancora la complessità, il dettaglio di Tolkien, l'ordinata organizzazione di Arda e la sua storia maniacalmente categorizzata in Ere con tanto di date per gli eventi storici più importanti e precise genealogie. Gli eventi sono soffusi in un eterno presente leggendario. Se vi aspettate un altro Silmarillion potreste rimanere delusi.

C'è però molta Fantasia con la F maiuscola, in particolare se consideriamo che nessuno aveva mai scritto qualcosa del genere prima di Lord Dunsany (con quelli che confondono mitologia e fantasy neanche ci parlo): il dio supremo non è l'Iluvatar di turno, ma MANA-YOOD-SUSHAI, addormentato al suono dei tamburi cosmici di Skarl, e l'umanità è figlia di dèi minori, padroni dell'universo solo finché MANA-YOOD-SUSHAI non si sveglierà, provocando la fine di tutte le cose. C'è spazio anche per la descrizione dei profeti, alcuni folli, altri ciarlatani, altri ancora talmente saggi da intuire l'insensatezza dell'Universo.

La saga continua in Time and the Gods. Sono molto curioso di vedere se siamo sullo stesso tenore o se l'autore si sofferma su vicende un po' più dettagliate.