Ocio ragazzi

Chi mi conosce sa che mi sono sottoposto a Lasik ormai 8 anni fa (a Osaka). Avevo un problema di miopia molto forte accompagnata da un certo grado di astigmatismo, e avevo fatto sempre uso di occhiali da vista. Non ho mai sopportato le lenti a contatto, ho provato a usarle per un periodo, ma non riuscivo davvero a tenere qualcosa negli occhi per tutto il tempo. E gli occhiali dopo 20 anni mi avevano davvero rotto le palle. Se si rompevano e non avevo una riserva sotto mano diventava difficile persino leggere gli orari dei treni (impensabile guidare, anche in pieno giorno).
In qualche modo coinvolto nella questione leggo dunque questo articolo del New York Times.


La mia opinione: la gente dovrebbe essere conscia dei rischi insiti nello spararsi un laser sulla cornea, ma questo pezzo è pessimo giornalismo.

Si tratta di una serie di aneddoti su persone danneggiate dal Lasik, ben poco informativo e chiaramente di parte. Le chiacchiere stanno a zero.
Sono citati tre studi, uno su un campione di 574 persone, uno vecchio di 11 anni (e riportante dati del periodo 1998-2004) e un altro difficile da verificare, visto che i dati citati sono a loro volta presi da altre ricerche, in un gioco di scatole cinesi nel quale non ho certo tempo di addentrarmi. Un quarto studio presentato riporta problemi derivanti da operazioni al Lasik senza fornire percentuali (non essendo quello il punto in questione).
Troviamo un solo aneddoto di una persona "comune" soddisfatta dall'operazione e per il resto solo le testimonianze di esperti del settore, riportate con un'aura della serie "Ma siamo sicuri che stia dicendo la verità?". Sono citati due studi pro-Lasik, ma ovviamente l'autore insinua che potrebbero esserci interessi economici dietro ai suoi risultati. Ah ma davvero? Perché, non potrebbero esserci interessi economici anche nello sconsigliare il Lasik? Quegli occhiali e quelle lenti a contatto non si vendono mica da soli.
Si tratta insomma di un articolo scritto coi piedi, che non si sforza nemmeno tanto nel suo voler essere "fintamente equilibrato".

Mia esperienza personale (aneddotica e quindi valida come tutte le altre del New York Times): gli occhi mi fecero male per alcuni giorni, dovetti proteggerli con una sorta di maschera di plastica e dovetti evitare di lavarmi la faccia per un certo periodo. Al bagno in mare dovetti rinunciare per un mese, nella doccia dovevo evitare che l'acqua mi andasse negli occhi.
Dopo qualche anno ho notato una sensibilità alla luce lievemente maggiore rispetto a prima e il famoso "alone" intorno alle luci di notte, sul quale ero stato ben informato prima dell'operazione e al quale non faccio nemmeno più caso. Questo è quanto (sgratt sgratt). Per il resto la qualità della vita è aumentata, e non poco.

Concludo: personalmente non consiglierei mai a nessuno di spararsi un laser negli occhi se non ne avesse veramente bisogno. Ad esempio, adesso la vista mi è di nuovo calata leggermente, potrei rifare il Lasik gratis presso la stessa clinica perché ho una sorta di "garanzia" di dieci anni, ma non sono minimamente interessato. Piuttosto mi rimetto gli occhiali, se si tratta solo di leggere o lavorare (per ora non ne ho bisogno). I rischi ci sono.
Del resto c'è il rischio anche di essere accoltellati mentre si sta viaggiando sopra uno shinkansen, quindi di che stiamo parlando? Imporre alti standard di sicurezza è d'obbligo, usare il cervello pure, sia nella scelta in sé, sia nella selezione della clinica.

Ma dico no alla gente che sparge terrore.